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POWER ELECTRO-ACOUSTIC SUNDAY

10/12/2017
POWER ELECTRO-ACOUSTIC SUNDAY
Ingresso con tessera Arci - Contributo responsabile 5 euro, offerta libera per studenti, jammisti e neo-tesserati
19.30 Apertura e cena su prenotazione
20.00 Palco aperto
21.30 Blessed Beat
23.00 Electro-jam condotta da Achille Zoni
Per info e prenotazioni cena: poweracoustic@argo16.it
Per una domenica il Power Acoustic Sunday collabora con il format di musica d'avanguardia Research, facendosi elettrico, elettronico, elettrizzante.
Il piatto forte è Blessed Beat, un potente trio di improvvisatori di varia ed importante estrazione (collaborazioni con IoSonounCane, Steven Wilson, Ottone Pesante)
La jam finale non sarà dunque una normale jam, bensì una electro-jam: l'ardito compito della conduzione va ad Achille Zoni (Waterproof) e sono chiamati all'adunata tutti i musicisti acustici, elettronici e sperimentatori vari.
Dettagli della call qui sotto!
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CALL FOR ELECTRO JAM
Lo scopo dell'electro jam è di creare un momento di improvvisazione libera su sonorità fortemente elettroniche. A differenza delle jam più tradizionali, la conduction tiene conto della possibilità e della necessità dei musicisti di interagire con la logica delle macchine, che spesso si basano su sequenze e su metriche preprogrammate. La presenza di strumenti elettronici con interfacce diverse richiede quindi delle tempistiche di sviluppo dei brani che permettano le manovre del caso a chi le controlla.
Non ci sarà un unico genere di riferimento, ma sarà bene tenere presente una divisione dei ruoli che di volta in volta dovranno essere coperti dai vari musicisti: Beat, Bassi, Alti, Sfondi, Solisti. Si cercherà di mantenere un andamento ritimico definito e di mantenere un buon equilibrio fra momenti astratti e momenti concreti.
Alla jam sono benvenuti sia musicisti acustici che elettronici. Si vuole infatti fondere le due realtà e produrre un suono meticcio.
Per i musicisti elettronici è raccomandabile la possibilità di controllare i BPM delle proprie macchine e di comunicare via midi con altri musicisti.
Gli strumenti acustici sono invitati a "sporcarsi le mani" con forme espressive che rientrano nel dominio dell'elettronica, dei sequencer e dei campioni. Si tratta, cioè, di provare a suonare creando delle stratificazioni progressive e, su queste, delle successive modifiche. In questo senso, gli strumenti acustici modificati o processati da effetti esterni sono assolutamente compatibili con i presupposti della jam. Chi si presenterà con strumenti acustici o con strumenti acustici processati sarà più a suo agio lavorando con i sistemi modali, con il self-sampling, sugli ostinati e sulle variazioni timbriche e ritmiche sui fraseggi.
L'ìdea su cui si basa la conduction è di lasciare spazio espressivo ai musicisti ed al loro estro, offrendo però una sorta di "orecchio esterno" che tenga conto di tre principali parametri: dinamica, presenza e ruoli. Di conseguenza, ci si può aspettare che durante l'esecuzione delle proprie parti venga richiesto un crescendo, un silenzio, un ostinato, ecc. Potrà ad esempio essere indicato un passaggio ad un registro alto o basso, ad un ruolo di primo o secondo piano, un accelerando o un diminuendo. Le indicazioni non sono da intendersi in senso assoluto, ma relativo: un crescendo dinamico può infatti essere interpretato non solo come un aumento di volume, ma anche come un aumento della densità ritmico o un aumento di un valore di distorsione su un determinato suono.
All'inizio della jam, sulla base degli strumenti presenti, viene determinata una tonalità di partenza, che potrà evolvere sulla base di cenni predeterminati.
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THE BLESSED BEAT
David Kollar: guit, electronics (Pat Mastelotto, Steven Wilson)
Paolo Raineri: trp, electronics (Ottone Pesante)
Simone Cavina: drums, electronics (Iosonouncane)
La musica del trio è in perenne equilibrio tra musica aleatoria, sonorità electro-ambient e suggestioni ritmiche avant-rock.
Un set senza soluzione di continuità di suoni acustici, elettronici, elettro-acustici, concreti e astratti, dalle viscere della terra e dagli spazi siderali.
Una guerra dei mondi, senza vincitori né vinti, con la benedizione di una ritmica mai esplicita, eppure sempre presente, a dirimere la contesa incessante tra ordine e caos.
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ACHILLE ZONI
Achille nasce nel 1985 in un piccolo paesino del basso varesotto. All’età di sette anni, allo spettacolo di un circo, viene morso al ginocchio da una scimmia idrofoba che, oltre a svariati agenti virali, gli trasmette il beneficio del dubbio circa la monotona vita di paese.
Traumatizzato dalla prima esperienza circense, ma attratto dalla creatività e dalla bellezza, decide precauzionalmente di studiare musica e arte, fuggendo appena possibile a Bologna e iscrivendosi al DAMS. Si sposta quindi a Venezia per terminare gli studi in Economia dell’arte, ma il virus nel frattempo l’ha portato a stretto contatto con l’arte di strada ed i circhi itineranti e nulla si può fare per fermare la nascente schizofrenia: economo della cultura nei giorni pari, musicista e artista di strada nei giorni dispari.
La stessa schizofrenia che lo spinge a cercare di ricavare suoni da vari strumenti e oggetti: percussioni, didgeridoo, tubi, charango, sintetizzatori e tastiere, canto armonico, armonica a bocca, effetti elettronici su qualsiasi fonte sonora, improbabili microfoni a contatto, cucchiai…
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Ingresso con tessera Arci - Contributo responsabile 5 euro, offerta libera per studenti, jammisti e neo-tesserati!

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