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UN GIORNO LUNGO UN ANNO. FOTOGRAFIE DI G.RADO

Il Mercato dei Bari ospita "Un giorno lungo un anno. La vita dei pastori". Un'esposizione fotografica di Giancarlo Rado.
18.00 Apertura spazio con Mercato contadino e artigiano
20.30 Inizio esposizione fotografica
Un giorno lungo un anno
Fotografie di Giancarlo Rado
Il nordest d’Italia viene considerato esempio di sviluppo, ricchezza e spirito imprenditoriale. La ricchezza pro capite è tra le più alte del paese, modelli imprenditoriali nati all’ombra del campanile o in uno
scantinato, sono stati presi ad esempio ed esportati in tutto il mondo come paradigma del made in Italy.
Esiste però un nordest nascosto, per trovarlo bisogna cercarlo appositamente, chiedere in giro, girare tra le periferie di un distretto che si sta avvitando su se stesso, provato da illusioni di sviluppo illimitato e talvolta sovradimensionato per una comunità che fino al primo dopoguerra è vissuta di allevamento ed agricoltura.
Gli archetipi dei veneti, trentini e friulani vanno ricercati tra chi svolge ancora l’allevamento nomade del bestiame. I pastori transumanti rappresentano un modello vivente di un’occupazione che si è tramandata uguale nel tempo e nello spazio e che accomuna le aree del Mediterraneo con i territori dell’Asia centrale,
dell’Africa e delle zone artiche.I greggi censiti sono circa una quarantina, la maggior parte sono del Trentino (Valsugana, Fiemme, Primiero), il titolare dell’azienda di allevamento deve sottostare ad una serie di adempimenti: fiscali, sanitari, logistici che comportano una vera e propria organizzazione del lavoro. Gli animali (pecore, capre ed asini) vengono vaccinati e sottoposti a controlli sanitari una volta l’anno da parte delle ASL di competenza, qualora risultassero positivi alla brucellosi, vengono isolati e curati, altre malattie
sottoposte a ricerca sono il morbo di Kreutzfeld-Jacob (mucca pazza). Queste analisi servono a tutelare la salute dell’animale ma anche quella dell’uomo, poiché l’utilizzo finali di questi animali è per uso alimentare. Ultimamente lo stabilirsi in Italia di immigrati di religione mussulmana ha favorito lo sviluppo di
questo allevamento; in particolare per la festa del capodanno mussulmano vengono richiesti agnelli di una
certa età che non abbiano ancora cambiato i denti per poter essere poi sacrificati. E’ interessante questo scambio di culture che avviene attraverso compravendite private talvolta ai limiti della legalità essendo vietata in Italia la macellazione clandestina.
La vendita della lana, derivata dalla tosatura, non comporta alcun beneficio finanziario per il pastore. La lana, opportunamente trattata, quando non utilizzata per isolante termico, viene considerata rifiuto
speciale e distrutta. Lo stesso dicasi per i prodotti caseari, la cui produzione, eccetto quella per uso personale, è legata a norme igieniche impossibili da attuare da un pastore migrante.
La transumanza rappresenta però l’aspetto più interessante della vita del pastore; la ricerca continua di erba per sfamare il gregge, obbliga al continuo nomadismo secondo un percorso ciclico che va dalla montagna al mare e viceversa, seguendo il corso dei grandi fiumi: Piave, Livenza, Tagliamento, Brenta. La malga estiva in quota è ottenuta tramite una gara pubblica, che ha durata quinquennale. I pastori per attraversare un territorio comunale devono chiedere il permesso all’autorità competente e dimostrare di
essere in regola con i certificati sanitari. Queste pratiche sono svolte normalmente dalle ASL competenti; il pastore però nel muoversi ha sviluppato una forma di galateo nel chiedere il permesso di pascolo. E’ un modo per costruire delle amicizie e per farsi benvolere. Il pastore a differenza dei contadino che è stanziale,
porta notizie dal mondo, racconta le sue disavventure, è un po’ un cantastorie, ascoltarlo può far immaginare cosa dovesse essere l’informazione in passato, il sentito dire, l’inventare l’immaginifico.
Ma è il rapporto con la natura che colpisce ed entusiasma, le giornate trascorrono senza tempo, scandite dal ritmo delle nascite, degli spostamenti, della cura degli agnelli. Ecco allora lo stupore dell’alba, le improvvise nevicate notturne in primavera in un valico alpino, il territorio incontaminato dei pascoli in
quota ed il degrado della pianura. Un paesaggio, questo, in rapida ed imprevedibile trasformazione, che si
coglie con la coda dell’occhio e sul cui sfondo si muovono queste figure senza tempo.

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